X Agosto di Giovanni Pascoli, tema e caratteristiche

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X Agosto, appartenente alla raccolta Myricae, è una delle liriche più famose e celebri di Giovanni Pascoli. X Agosto è composto da quartine di decasillabi e di novenari alternati, costituite da rime alternate. Quest’opera, scritta nel 1896, è un chiaro riferimento all’omicidio del padre datato il 10 agosto del 1867. Quindi, l’accaduto viene collegato alla notte di San Lorenzo, in cui, attraverso il fenomeno delle stelle cadenti, l’autore riflette il proprio dolore. La natura non viene in alcun modo ritenuta colpevole del fatto e nemmeno considerata indifferente ad esso, ma, anzi, quest’ultima si mostra empatica nei confronti delle sofferenze umane e con le stelle piangenti rivela questo suo sentimento. Il mondo umano e il mondo animale sono così compatibili che, nel verso 13 (nido) e nel verso 5 (tetto), si sono scambiati i termini chiave. La prima e la sesta strofa sono poste in relazione tra loro proprio perché entrambe introducono il tema della disperazione e della sofferenza, grazie al pianto delle stelle. La seconda e la terza strofa, invece, descrivono l’uccisione di una rondine che stava tornando verso il suo nido per dare da mangiare ai suoi piccoli, ma adesso la rondine è distesa come se fosse in croce. La quarta e la quinta strofa, invece, descrivono l’omicidio del padre che recava in mano delle bambole che voleva regalare alle proprie figlie. La critica ha individuato un’analogia con il martirio di Cristo: un esempio è possibile ritrovarlo nella posizione di morte in cui si è trovata la rondine oppure gli spini (verso 6) che potrebbero essere un rimando alla corona di spine portata da Cristo. In realtà, nonostante vi siano dei richiami alla religione cristiana, Pascoli non ricerca alcuna consolazione in quest’ultima. Tant’è vero che mentre la morte di Cristo è una salvezza per tutti gli esseri umani, la morte del padre dell’autore non salva nessuno.