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Rosso Malpelo caratteristiche di Giovanni Verga

Rosso Malpelo è una novella composta da Giovanni Verga. Il protagonista è Rosso Malpelo, un ragazzo sfruttato e disprezzato da tutti, sia dai lavoratori della cava, luogo in cui egli lavora, sia a casa. L’unica persona che gli vuole bene è il padre, Misciu Bestia, il quale muore in un incidente nella cava. Dalla propria esperienza, Rosso Malpelo comprende la legge che domina il mondo, ovvero quella del più forte. E’ una legge di natura a cui nessuno si può sottrarre. Altri personaggi presentano la sua stessa condizione, come il padre, l’asino grigio e Ranocchio, ma, a differenza di quest’ultimi, il protagonista non riceve la stessa compassione dal narratore. Questo perchè Rosso Malpelo presenta qualità che gli altri sconfitti non hanno: la rabbia, l’orgoglio e la consapevolezza. Per il ragazzo il mondo gli appare come una costante lotta per la sopravvivenza del più forte, ma egli è deciso ha rivestire il ruolo che la vita gli ha donato. Con questa sua concezione, si può delineare il suo pensiero riguardo la morte. La cava e le morti che egli ha visto gli fanno crescere una paura per questo tema, ma è proprio questa paura che lo conduce al desiderio della morte. Il narratore ci illustra la vita di Rosso Malpelo ponendosi sullo stesso piano dei paesani, e questa è una delle tecniche del verismo. Un’altra tecnica che Verga adotta è lo straneamento, attraverso il quale egli non cerca di mostrare la sua approvazione riguardo i giudizi dei paesani, ma vuole analizzarne l’infondatezza. La lingua che Verga adotta per la composizione di tale novella è un misto tra la lingua italiana e alcune forme dialettali. Per porsi sullo stesso piano del popolo, egli usa anche il meccanismo della concatenazione, ovvero un espediente che consiste nel ripetere gli stessi vocaboli e le stesse frasi. Con questo l’autore vuole evidenziare una condizione umana che non ha alcuna possibilità di riscattarsi.

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