Roma e le origini della capitale del mondo

La nascita di Roma è sempre risultato un argomento assai controverso, questo perchè sono molte le versioni a riguardo, versioni che sono state tramandate dagli autori antichi e versioni che sono state composte da autori e studiosi più vicini ai nostri giorni… Ed è proprio per tutte queste varianti che il “mistero” delle origini di Roma non smette mai di incuriosire gli appassionati.


Tale mistero è più dovuto alle numerose leggende che circolano, mentre a livello storico, ancora oggi si sa ben poco. Anche la data della fondazione e l’origine del nome sono ancora da definire. Per quanto riguarda la prima, possiamo affermare, secondo varie fonti, che Roma nacque il 21 aprile, ma se conosciamo il giorno, l’anno è ancora sconosciuto. Il pensiero popolare vuole che Roma abbia visto la luce nel 753 a.C., ma se così fosse, l’età monarchica sarebbe durata per oltre duecento anni, resoconto abbastanza improbabile se si pensa che i Re furono solo sette. Per l’origine del nome, invece, seppur molti pensano che sia stato Romolo, il primo Re, a dare il nome alla città, non è così. Molti autori romani, per intendere la gente romana, scrivevano “romula gens” anzichè “romana gens“; con ciò è facile dedurre che fu Roma a dare a Romolo il suo nome. Secondo altri studiosi, si ipotizza che “Roma” derivi dalla parola etrusca “rumom” che vuol dire “guado“, data la vicinanza al Tevere. Altri ancora ipotizzano che derivi dal greco “rhome” che va ad identificare una persona forte e coraggiosa, seppur la scelta più accreditata sia quella che si lega al termine latino “rumis” ovvero “mammella“.


Ciò che sappiamo per certo, invece, è che Roma nacque successivamente all’unificazione dei numerosi villaggi che erano sorti presso i sette colli (Palatino, Campidoglio, Quirinale, Viminale, Esquilino, Aventino e Celio): fu dal Palatino che cominciò il corso che avrebbe poi portato alla nascita di Roma. Seppur il processo di unione fu graduale e particolarmente lento, la successiva espansione di Roma fu rapida e vittoriosa. In pochi secoli, ciò che prima era un villaggio nell’Italia centrale, divenne “Caput mundi“. La fortuna di Roma non fu solo la sua posizione, posta tra gli Etruschi e la Campania; furono le numerose saline a contribuire alla sua crescita. Il sale estratto, infatti, fu un’importante merce di scambio e il Tevere si rivelò una grande via di trasporto.


Come già detto in precedenza, le leggende che circondano il mito di Roma sono numerose. La più famosa è sicuramente quella di Enea, eroe troiano che fugge da Troia e che, guidato dalla grazia divina, arrivò ad approdare nei pressi del Tevere. Tale leggenda finisce con l’intrecciarsi alle vicende del buon Re Numitore, governatore di Alba Longa, e dell’ostile fratello Amulio. La figlia di Numitore, Rea Silvia, incinta del dio Marte, genererà due importanti personaggi che ancora oggi traballano tra leggenda e storia: Romolo e Remo. Si narra infatti che i due bambini, strappati dalla madre perchè Amulio temeva di perdere il potere, furono allattati da una lupa per poi essere trovati da un bravo contadino, che, assieme alla moglie, scelse di crescerli ed educarli. Quando ci fu il momento di prendere il potere, questo fu accessibile solo grazie al fratricidio: sempre per la presunta grazia divina, infatti, Romolo venne scelto come Re, ma l’opposizione di Remo porto all’uccisione di quest’ultimo. Come in tutte le leggende (o quasi tutte), anche qui ci sono fondi di verità, come la città di Alba Longa che, al suo tempo, rappresentava la città per eccellenza del Lazio, città con una popolazione latina. Anche dello stesso Romolo abbiamo delle testimonianze (seppur non totalmente certe) che sia vissuto veramente. Non mancano nemmeno gli spunti per diverse interpretazioni, infatti “lupa” dal latino ha il significato di “prostituta”.

Detto ciò, non si può far altro che confermare ciò che si è detto in precedenza, affermando che è impossibile delineare con dati certi i primi anni della storia di Roma, proprio perchè questi “dati certi” non esistono. Purtroppo non abbiamo testimonianze scritte di uomini che sono vissuti tra il VI e l’VIII secolo a.C., anzi, le prime opere che parlano di ciò e che sono per noi reperibili, sono opere di uomini che vissero nella tarda repubblica e nell’età augustea. Ed è proprio per la mancanza di prove attendibili che le varie leggende hanno avuto la loro grande fortuna.

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