L’illuminismo caratteri generali

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L’illuminismo nacque in Europa nel Settecento. Esso si sviluppò con l’intento di rischiarare le tenebre dell’ignoranza con la ragione. Questo movimento raggiunse i suoi massimi livelli in Francia con Montesquieu e Voltaire, con l’aggiunta anche degli enciclopedisti durante la metà del XVIII. L’illuminismo pose la propria fede nella ragione umana e nella natura. La razionalità comportò l’applicazione del metodo scientifico in ogni campo della conoscenza, e grazie a questo nuovo modo di osservare la realtà si ebbe una speranza nel ritorno di una nuova era, fatta di una nuova figura dell’uomo, ovvero libero e innocente. La cultura e la letteratura dell’illuminismo non delinearono una corrente filosofica precisa, ma un’atmosfera comune culturale. La religione, invece, fu posta in relazione all’aspetto razionale dell’uomo, infatti, nacque il Deismo. Esso vide Dio come un Essere Supremo, il cui compito fu quello di garantire l’ordine del mondo. Il teatro fu anche un altro aspetto di questa corrente culturale, in cui il massimo esponente fu Carlo Goldoni. Le sue opere osservarono la società di quel tempo con atteggiamento illuminista. E’ in questo periodo che si diffuse la prima enciclopedia, grazie a Diderot e D’Alember, con lo scopo di diffondere la conoscenza in tutti gli uomini. Inoltre, un’opera importante fu Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria, in cui si rifletteva sui vari modi riguardo la verifica dei delitti e le pene che furono in vigore.