L’esordio di Sultan: “il Collegio”

"Il collegio", Sultan
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La musica trap è ormai entrata nel nostro quotidiano da qualche anno e Sfera Ebbasta, Ghali, la Dark Polo Gang, scalando le classifiche del momento, hanno lasciato intendere come questo fenomeno musicale abbia raggiunto la popolarità assoluta.

Il nuovo fenomeno musica è scandito da temi più “leggeri” e da ritmi ipnotici. I testi trap difatti, solitamente hanno come comune denominatore la droga, il sesso, i soldi. La loro descrizione fa da specchio alla realtà odierna.

In questo modo, gli artisti trap si discostano dal messaggio provocatorio e di denuncia che volevano mandare i brani rap, dai quali si pensi discenda questo nuovo fenomeno musicale.

D’altra parte, la musica trap è di frequente nel mirino della critica per via degli argomenti trattati. 

Uscito da poche ore e già conta 4.053 visualizzazioni su youtube.

"Il collegio", Sultan

In arte Sultan, Pasquale Tancredi appare disinibito sulle scene del suo primo video musicale.

Un esordio fantastico per un giovane artista che si è appena affacciato nel mondo della musica.

Ha difatti pubblicato il suo primo brano, “il Collegio”, il primo marzo 2020.

Sultan esordisce con quella che pare la descrizione di una tipica giornata tra i banchi di scuola e descrive in questo modo la nuova e “stupefacente” quotidianità in cui vivono i ragazzini di oggi.

Ricorrenti e chiari riferimenti al sesso, alla droga e alle feste, ormai scenario usuale in cui si muovono i teenagers. 

“Il collegio” si insedia nelle teste degli ascoltatori sin dal primo ascolto; difficile liberarsi del ritmo metallico e del testo singolare. 

Prima ora a scuola

sembrava il collegio

Ho la testa sul banco

però il cuore l’ho perso”.

L’artista appare disinibito e sicuro di sé e della propria -promettente- arte.

Si muove e canta con assoluta disinvoltura temi particolarmente delicati e scottanti, utilizzando un gergo moderno e facile da memorizzare.

Con il suo testo, Pasquale Tancredi trasporta l’ascoltatore in quell’ambiente scolastico che risulta essere troppo stretto e severo per una gioventù scoppiettante e ribelle.

Inoltre, lascia emergere anche il principio di fedeltà, quale valore di attaccamento al proprio gruppo (“di appartenenza”) come propria descrizione di una fenomeno sociale:

“te l’ho scritto sul banco che ci sarò anche quando non ci sarò”

“l’unica cosa che non ho mai cambiato è la mia squad”.

Con l’auspicio che i grandi occhiali, la disinvoltura nonostante la giovane età, l’assenza di filtri e censure nei suoi testi gli spianino la strada verso il successo. 

Insomma, un eccellente esordio da grandi promesse.