Le guerre di religione in Francia nel XVI secolo

Le guerre di religione
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La Francia del XVI secolo fu attraversata dalle guerre di religione che contrapposero i cattolici e gli ugonotti. Le guerre decretarono l’ascesa di una delle più importanti famiglie europee. Per comprendere la causa di questi conflitti bisogna partire dalla situazione particolare della Francia.

Il gallicanesimo

Oltralpe vigeva una religione di stato: il gallicanesimo. Essa nacque dalla stipula del Concordato di Bologna tra il Pontefice Leone X e il sovrano di Francia Francesco I di Valois nel 1516.

Il gallicanesimo non prevedeva differenze a livello dottrinale con la religione cattolica romana. Il sovrano, però, ricopriva un ruolo cruciale nell’elezione dei vescovi nel territorio francese. La Chiesa gallicana fu molto autonoma da Roma, seppur continuasse a rimanere all’interno della Chiesa Cattolica.

Le reggenze di Caterina de’ Medici

Enrico II di Francia salì al trono dopo la morte di Francesco I. Egli sposò Caterina de’ Medici. Il monarca inaspettatamente morì nel 1559 lasciando la corona ai suoi figli. La corona passò prima a Francesco II, poi a Carlo IX ed infine ad Enrico III.

Caterina de’ Medici ricoprì un ruolo cruciale, in quanto fu la reggente sia per Francesco II sia per Carlo IX. Dopo la morte di Carlo IX al trono salì Enrico III.

Gli ugonotti

Nel frattempo, nella Francia meridionale e in quella occidentale si radicò il calvinismo. Ciò accadde perché queste due aree erano meno inglobate dal controllo della famiglia regnante, i Valois. I calvinisti francesi presero il nome di ugonotti. Nonostante essi fossero solamente il 7-8% della popolazione, rappresentavano quasi la metà della nobiltà. Questo risultato si ebbe grazie alla forte diffusione nella classe borghese in ascesa.

L’editto di Saint Germain en Laye

La Francia era dominata da tre grandi famiglie. Esse erano le uniche in grado di mobilitare degli eserciti abbastanza corposi: i cattolicissimi Guisa e le ugonotte Borbone e Montmorency-Chatilon.

Caterina de’ Medici per bilanciare lo strapotere dei Guisa emanò l’editto di Saint Garmain en Laye. Con questo editto si concedeva ai protestanti la libertà di fede nel privato e del culto pubblico nei sobborghi, nelle periferie delle città e nelle zone di campagna. Si pose, in ogni modo, un limite al numero di partecipanti.

Le guerre di religione il primo periodo

Nel 1562 durante una riunione di ugonotti a Vassy i seguaci del duca di Guisa li massacrarono. Questo evento fu l’inizio della prima fase della guerre di religione che colpirono la Francia. Questa prima fase si concluderà solo nel 1570 con la pace di San Germano. Essa ribadì e allargò le concessioni fatte agli ugonotti.

Nei due anni seguenti le due famiglie ugonotte entrarono sempre di più nelle grazie del re Carlo IX. Enrico di Borbone divenne re di Navarra e chiese la mano della sorella del sovrano.

Le guerre di religione – La notte di San Bartolomeo

la notte di San Barolomeo affresco del Vasari
Via: Wikipedia.

Il sovrano fu preoccupato dalla forte presenza ugonotta e diede la mano libera alla frazione dei Guisa. La notte tra il 23 e il 24 agosto del 1572, durante le nozze tra Enrico di Borbone e la sorella del sovrano, il giorno di San Bartolomeo, la fazione dei guisa uccisero tra i 5.000 e i 30.000 ugonotti. Ciò provocò la fuga all’estero di molte famiglie calviniste. Nella Francia occidentale si formò una resistenza e vennero organizzati degli stati federali.

Enrico di Borbone si impose come leader del fronte ugonotto. Ai protestanti si oppose una lega santa guidata dai Guisa.

 

Le guerre di religione – La guerra dei tre Enrichi

L’equilibrio si ruppe con la morte del duca d’Angiò nel 1584. Ciò porto Enrico di Borbone a diventare erede al trono. Questa fase prese il nome di guerra dei tre Enrichi per la presenza di Enrico III, succeduto al fratello Carlo IX nel 1574, Enrico di Borbone ed Enrico di Guisa.

La lega santa tra il 1587-88 ottenne molte vittorie militari e il supporto della Spagna. Ciò portò ad attirare le ire della corona francese. Enrico III convocò a Blois Enrico di Guisa e il cardinale di Lorena e li fece uccidere.

Al sovrano di Parigi rimase solo allearsi con i Borbone. I due contendenti rimasti firmarono la pace a Parigi nel 1589. Un mese dopo Enrico III fu assassinato da un frate fanatico. Il sovrano, tuttavia, riuscì a nominare Enrico di Borbone quale suo erede. A questo punto Enrico di Borbone divenne Enrico IV.

Enrico IV di Borbone

La successione al trono non fu riconosciuta dai leghisti. Questi dichiarano come loro sovrana Isabella, figlia di Filippo II di Spagna. Le truppe spagnole entrarono in Francia dai Paesi Bassi. Questo permise ad Enrico IV di trasformare la guerra civile in una guerra contro lo straniero.

Enrico IV nel 1593 si convertì al cattolicesimo e si riavvicinò a papa Clemente VIII. Filippo II riconobbe la sconfitta e firmò la pace di Vervins nel 1598. Successivamente il re promulgò l’editto di Nantes. Con questo editto si mantenne il cattolicesimo come religione di stato, ma si riconobbe agli ugonotti la libertà di culto, tranne a Parigi. Gli ugonotti inoltre mantennero anche alcune roccheforti.

Gli equilibri tra ugonotti e cattolici in Francia saranno poi messi in discussione da Richelieu e Luigi XIV.

Fonte: Carlo Capra, Storia moderna (1492-1848), Firenze, Le Monnier, 2004.