La lunga giornata di Giuseppe Conte

La giornata di martedì per Conte è stata molto complessa in quanto il passaggio parlamentare, per quanto non ostativo comunque rappresentava un passaggio delicato nella gestione della crisi presente e futura. Prima di passare al contenuto del discorso tenuto di fronte ai due rami del Parlamento è necessario ricordare brevemente da dove siamo partiti.

A fine gennaio il Governo ha proclamato lo stato di emergenza, a seguito di alcuni casi di positività di cittadini stranieri sul suolo italiano. Lo stato di emergenza permette al Governo di derogare alcune libertà e diritti costituzionali. Da allora accanto alla decretazione d’urgenza prevista dalla Costituzione si è aggiunto l’ormai noto DPCM, l’atto con il quale il Presidente del Consiglio dei Ministri decreta, senza l’approvazione del Parlamento, le misure che tutt’ora sono in vigore. Conte ha spiegato nell’informativa del 25 marzo scorso, che questo strumento trae la sua forza dal Decreto Legge n. 6 dello scorso 23 febbraio recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza Covid-19.».

Il 21 febbraio il primo caso di Codogno ha portato alla luce una situazione di propagazione del contagio che ha spento progressivamente i motori dell’Italia e poi successivamente dell’Europa intera, della Gran Bretagna e degli Stati Uniti.

Le istituzioni europee ad una prima non risposta, hanno proposto una serie di misure importanti come il quantitative easing della BCE per un valore di 750 miliardi, la sospensione del patto di stabilità e di crescita e la sospensione di alcune regole riguardanti gli aiuti di stato. C’è da sottolineare che la presidente Ursula Von Der Layen ha chiesto scusa all’Italia per i ritardi iniziali. In seno all’UE lo scontro tra paesi del nord, rigoristi e paesi del Mediterraneo secondo i quali serve una maggiore solidarietà si è marcato.

In casa nostra, le opposizioni che in un primo momento si sono dimostrate collaborative e propositive, almeno all’apparenza, hanno sempre più sottolineato lo scarso coinvolgimento del Parlamento e così dal 25 marzo il Governo si è impegnato a tenere le Camere costantemente informate rispetto alla situazione e alle misure adottate.

Inoltre vige in capo al Governo l’obbligo, in vista degli appuntamenti europei ufficiali, di comunicare alle Camere la posizione del Governo circa l’Ordine del giorno. Tale passaggio è soggetto ad un voto delle Aule. Ieri però, Conte ha tenuto un’informativa che non prevede un voto delle Aule. Tale decisione è motivata dal fatto che, si temevano alcune defezioni, soprattutto nel M5S, e ciò avrebbe potuto indebolire la posizione dell’Italia in sede europea.

I partiti

Il M5S sta attraversando un periodo molto delicato, già da diverso tempo, dovuto alla balcanizzazione interna. A gennaio scorso il ministro Di Maio, capo politico, ha lasciato l’incarico che avrebbe dovuto portare ad una votazione interna nel giro di un mese. Tale votazione non c’è stata e attualmente l’on. Vito Crimi è il reggente del movimento con non pochi malumori. In questi giorni, in modo particolare, Alessandro Di Battista ha fatto sentire di nuovo la sua voce, giudicando il MES una chimera e proposto di guardare alla Cina piuttosto che all’UE. L’eurodeputato Pedicini, tra i più vicini a Di Battista insieme all’eurodeputato Corrao, questa mattina ha parlato di caduta del Governo se Conte dovesse ricorrere ai 37 miliardi circa del MES. Si avvicina una possibile scissione del Movimento di Grillo.

Il PD, MDP e IV invece hanno sempre espresso una posizione più moderata circa il MES. Considerando che i fondi di un eventuale Piano Marshall europeo saranno disponibili nella migliore delle ipotesi dopo l’estate e nella peggiore l’anno prossimo, è meglio ricorrere ai fondi del MES che sono rapidi, senza condizionalità stringenti e soprattutto non dovrebbero prevedere una perdita di sovranità, il famigerato arrivo della troika. Di questo avviso anche Forza Italia.

Salvini e Meloni sulle barricate, convinti della possibilità che un maggiore impegno da parte della BCE possa essere risolutivo e soprattutto sul piede di guerra nei confronti di Conte dopo la conferenza stampa del Venerdì Santo, quella dove sono stati accusati di indebolire la posizione dell’Italia a livello europeo. Conte si riferiva alle feroci critiche che avevano mosso le due forze della destra, dopo l’Eurogruppo dello scorso 9 aprile.

L’informativa

In questo clima decisamente delicato e rabbioso il Presidente del Consiglio e il Governo pur mantenendo la linea del coinvolgimento delle Camere hanno preferito non rischiare.

In ogni caso, il Premier ha fatto sentire la sua voce martedì mattina attraverso un post su Facebook, nel quale ribadiva la linea di prudenza del Governo circa le riaperture. Nel corso del pomeriggio Conte ha parlato prima al Senato e poi alla Camera. Il discorso è suddivisibile in più parti.

Misure sanitarie

Cinque linee guida del Ministero della Salute:

  1. Distanziamento sociale e utilizzo dei DPI;
  2. Rafforzamento della medicina territoriale;
  3. Intensificare la presenza dei Covid Hospital;
  4. Uso corretto dei test (tamponi e test sierologici), con la predisposizione di un piano nazionale di mappatura;
  5. Contact Tracing;

Il Presidente ha poi dato le cifre dei dispositivi di protezione individuale distribuiti che sono visionabili da tutti i cittadini tramite il sistema ADA (Analisi Distribuzione Aiuti ) visionabili online.

Fase 2

La ripartenza comincerà il prossimo 4 maggio con l’allentamento delle restrizioni soprattutto per quanto riguarda il sistema produttivo, sulla base di un piano ben strutturato, articolato su scala nazionale. L’allentamento riguarderà anche parte delle libertà di movimento dei cittadini.

Conte ha ricordato anche che lo scorso 10 aprile è stato istituito un comitato di esperti che agisce di concerto con il comitato tecnico scientifico, guidato dall’ex AD di Vodafone, Vittorio Colao, del quale fanno parte anche Borrelli e Arcuri, con il compito di proporre un programma di progressive aperture omogeneo su scala nazionale. Dovrebbe essere annunciato agli italiani verso la fine delle settimana.

Le riaperture dovranno essere valutate tenendo conto costantemente della situazione epidemiologica e dovranno essere commisurate alla specifica ricettività delle strutture ospedaliere dei territori. Le strutture produttive potranno aprire previo rispetto delle misure sanitarie che il governo discuterà con le parti sociali.

Conte ribadisce che:«Non bisogna vanificare gli sforzi degli italiani con misure avventate.»

Economia

Conte ribadisce quanto previsto dal D.Lg. cosiddetto “liquidità”  che è allo studio del Parlamento per la conversione in legge. Questo strumento prevede tre pilastri:

  1. Sostegno alla liquidità delle imprese;
  2. Tutela assetti strategici attraverso il golden power esteso a nuovi settori;
  3. Sospensione scadenze fiscali.

Il Governo ha adottato, inoltre, delle misure di contrasto alla povertà: anticipo fondo di solidarietà comunale e 400 milioni per i buoni spesa.

Conte ricorda che il FMI stima la caduta del Pil italiano al 9% quest’anno e l’Ufficio parlamentare di Bilancio stima che nel primo semestre del 2020 ci sarà una contrazione del PIL di oltre 15 punti percentuali. È necessario, pertanto, potenziare la risposta di politica economica attraverso misure più incisive e per questo il Governo chiederà un nuovo scostamento di Bilancio non inferiore al doppio di quello precedente (50 miliardi). L’intervento complessivo non sarà inferiore a 75 miliardi di euro e servirà per: il rafforzamento personale sanitario, le forze dell’ordine, ammortizzatori sociali, PMI, fondi aggiuntivi per gli enti locali, sostegno a settori produttivi delle produzioni maggiormente colpite.

Opposizioni

 Il Presidente del Consiglio riconosce il ruolo fondamentale delle forze di opposizione e li ringrazia. (sia alla Camera che al Senato questo passaggio è stato contestato con fischi e urla dai banchi di Fratelli d’Italia e Lega). Assicura ampia attenzione alle istanze e proposte parlamentari. Ringrazia maggioranza a sostegno del Governo per impegno, partecipazione e sostegno anche critico. Assicura piena disponibilità al dialogo con le forze d’opposizione.

Europa

Il capitolo europeo è quello maggiormente scottante. Il premier chiede una risposta omogenea, coordinata e solidale come ribadito nei consessi internazionali (G7, G20, Consiglio europeo). Afferma nuovamente che non bisogna affrontare l’attuale recessione come nel 2008 che portò alla crisi dei debiti sovrani del 2011. Egli ribadisce che il fallimento nel produrre una risposta adeguata e coraggiosa potrebbe portare al fallimento dell’intero progetto europeo.

Il premier ricorda le misure già concordate tra le istituzioni europee nell’Eurogruppo del 9 aprile scorso, che si possono riassumere in quattro strumenti:

  1. Fondo di garanzia europea presso la BEI di 25 miliardi che attiverebbe finanziamenti fino a 200 miliardi;
  2. SURE – assistenza finanziaria per misure di sostegno al reddito per Disoccupati
  3. MES senza condizioni per spese sanitarie dirette o indirette.
  4. European Recovery Found

Il Consiglio europeo di oggi non sarà risolutivo, ma ci aiuterà a comprendere meglio che linea vuole seguire l’Europa. Sta di fatto che ha ragione Conte quando dice che gli errori commessi nella crisi precedente porterebbero al crollo dell’UE e per questo si capirà proprio oggi se l’Europa vuole sopravvivere oppure vuole morire.

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