La guerra di Corea (1950-1953)

La guerra di Corea
Fonte: Flickr @MarionDoss

Il mondo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale si ritrovò diviso in due blocchi. Essi erano contrapposti tra Oriente, basato sul sistema economico socialista e dall’influenza dell’Unione sovietica, ed Occidente, contraddistinto dall’influenza statunitense e dal sistema capitalistico.

Gli antefatti

La guerra di Corea fu il momento di massima tensione tra i due blocchi. Più che mai si temette un nuovo conflitto mondiale. La penisola di Corea, già contesa da Cina e Giappone, fu suddivisa in due Stati lungo il 38° parallelo. Nella Corea del Nord si impose uno stato comunista guidato da Kim Il Sung. Nello Stato meridionale si formò un governo nazionalista supportato dagli Stati Uniti.

La guerra di Corea

Entrambi gli stati rivendicarono il diritto di governare sull’altro territorio. Ciò provocò innumerevoli tensioni. L’Unione sovietica decise di armare la Corea del Nord, la quale nel giugno 1950 superò il confine e attaccò la Corea del Sud.

L’intervento americano e il containment

L’amministrazione Truman decise di seguire la politica del containment, per la quale si doveva mantenere un contenimento del pericolo comunista cercando di evitare l’effetto domino. L’effetto domino prevedeva che se uno Stato dell’Asia in seguito alla decolonizzazione avesse deciso di seguire la strada socialista avrebbe portato con sé tutti gli altri Paesi limitrofi.

Gli Stati Uniti, ancora delusi per l’esito della Guerra civile cinese, decisero di intervenire nel conflitto coreano. Nel frattempo, l’Unione sovietica abbandonò le sedute per protestare contro l’assenza della Repubblica Popolare Cinese come rappresentante della Cina. Truman sfruttò a suo favore questa scelta e fece pressione per la votazione di una risoluzione Onu.

La risoluzione decretò l’intervento di una coalizione a sostegno della Corea del Sud a guida americana. Le operazioni militari furono assegnante al generale MacArthur. Egli fu uno dei generali che guidarono la guerra nel pacifico contro il Giappone nella Seconda Guerra Mondiale e governò l’occupazione dello Stato del Sol Levante.

L’intervento cinese e la sollevazione di MacArthur

Fonte ph: Biografie online

La coalizione americana riuscì a respingere indietro i nordcoreani e a loro volta invadere lo Stato comunista. A questo punto la Cina di Mao decise di supportare la Corea del Nord. La Cina inviò migliaia di “volontari” i quali respinsero gli americani.

Il generale MacArthur, per sbloccare la situazione, propose di lanciare sul territorio cinese la bomba atomica. Tuttavia, il presidente americano si oppose fermamente e lo sollevò dall’incarico e lo sostituì col generale Ridgway.

La fine della guerra?

Nell’aprile 1951 Truman avviò i negoziati che si protrassero per altri due anni. Nel 1953 si firmò un armistizio, il quale uscì la stessa situazione precedente al conflitto. Il confine ritornò ad essere lungo il 38° parallelo. Fu inoltre decisa la formazione di una zona demilitarizzata tra le due Nazioni.

La guerra riattivò la paura americana per il pericolo comunista e intensificò i rapporti militari tra Usa e alleati. Dal 1953 in Corea del Sud rimase un contingente americano. Nel 2009 a seguito del riaccendersi delle tensioni tra le due Coree, la Corea del Nord prese la decisione unilateralmente di ritirarsi dall’armistizio.

Fonti: G. Sabbatucci –  V. Vidotto, Storia contemporanea. Il Novecento. Laterza, Roma-Bari, 2008 e  A. Testi, Il secolo degli Stati Uniti, Il Mulino, Bologna, 2013

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