L’ombra Junghiana: la parte oscura dell’essere

Ombra
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”È spaventoso pensare che l’uomo abbia un lato oscuro, un’ombra costituita non solo da piccole debolezze, ma soprattutto da una parte nera e cupa con dinamismi fortemente demoniaci. L’individuo raramente ne sa nulla, perché lui (in quanto Essere) rifiuta di andare così ‘oltre’ ciò che pensa sia se stesso.”

– Carl Gustav Jung

Carl Gustav Jung ha dedicato una significativa parte della sua vita allo studio del nostro inconscio, elaborando un’entità definita dallo psicologo stesso ‘Ombra della persona‘. Questa teoria che per certi versi si discosta da quella Freudiana, incontra con grande facilità l’arte cinematografica, musicale e letteraria occidentale: Joker, l’Enigmista, Dr. Jekyll e Mr. Hyde, Poison Ivy, sono tutti alter ego, tutti riflessi archetipici della mente inconscia. Tutti chiamati a rappresentare l’inaccettabile Ombra nascosta dentro ognuno di noi.

Che cos’è l’ “Ombra”?

Ombra

Per poter spiegare esaustivamente la teoria Junghiana dell’Ombra, è necessario partire dal concetto della Persona. Difatti Jung fa appello all’origine etimologica del termine Persona, che per gli antichi greci era la maschera. Esattamente come per loro, Jung identifica la Persona come la maschera che indossiamo nel contesto sociale. È possibile (e spesso necessario) per una persona di avere un numero di persone a seconda dell’ ambiente e del momento in cui ci si trova. Ed è proprio alla Persona che si contrappone l’Ombra, che instaura con essa una relazione compensatoria: se la Persona è lo strato esterno della psiche che trova le sue radici in un terreno prettamente reale, l’Ombra rappresenta l’inconscio, di matrice profondamente metafisica.

L’Ombra è l’incarnazione simbolica del caos, dei sentimenti più negativi e i pensieri più perversi e i desideri più maligni che costituiscono la nostra mente. Tuttavia, l’unico modo per esorcizzare l’attrazione morbosa che l‘Ombra esercita sulla nostra vita è accettare la sua esistenza. Assumendo consapevolezza e accettazione pacifica della parte più oscura di noi si può migliorare in quanto esseri umani, ma cercare di sopprimerla, di isolarla dalla totalità, essa si espande fino alla completa destrutturazione della Persona, alimentando nel nostro animo una tendenza distruttiva enorme.

L’Ombra e l’Io: Dr. Jekyll e Mr.Hyde

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«Sia sul piano scientifico che su quello morale, venni dunque gradualmente avvicinandomi a quella verità, la cui parziale scoperta m’ha poi condotto a un così tremendo naufragio: l’uomo non è veracemente uno, ma veracemente due.»

– Robert Louis Stevenson

Racconto sulla doppiezza umana per antonomasia è il capolavoro di Stevenson ‘Lo strano caso di Dr. Jekyll e Mr.Hyde‘. Dr. Jekyll, rispettabile dottore londinese identificato da tutti come uomo caritatevole e cordiale, rappresenta la Persona Junghiana, Mr. Hyde, la sua Ombra. Mr. Hyde è la parte più inconscia del Dr. Jekyll, nascosta, incarnazione simbolica degli slanci più immorali del dottore. L’Ombra rappresenta ciò che il dottore non sa di essere, ma è, e inevitabilmente è. Proprio perché non perfettamente integrata nella coscienza, l’Ombra prende il sopravvento. La complessione fisica di Mr. Hyde si fa metafora dell’archetipo: basso, di brutto aspetto, trasmette angoscia e malvagità, irriconoscibile a chiunque, in primo luogo a Dr. Jekyll stesso.

L’Ombra e la società: il Joker

Ombra
Scena tratta dal film ”Joker”, 2019.

 

”Cosa ottieni se metti insieme un malato di mente solitario con una società che lo abbandona e poi lo tratta come immondizia? Te lo dico io cosa ottieni! Ottieni quel c***o che ti meriti.”

– Todd Philips

 

Vincitore di numerosi premi della critica cinematografica, l’ultima opera di Todd Philips e Joaquin Phoenix, è un ulteriore perfetto esempio di dicotomia tra Persona e Ombra. Joker rappresenta precisamente come si crea in un individuo mentalmente instabile uno squilibro tra le due entità dovuto al contesto sociale nel quale è inserito.

È importante notare che prima di effettuare qualsiasi atto di violenza, Arthur è particolarmente interessato a migliorare. Questo Joker persegue modi per integrarsi nella società attraverso canali normativi e sani. È conforme al trattamento assumendo regolarmente farmaci psicotropi. Utilizza la sua sessione di terapia per l’auto-esame, fa i suoi “compiti a casa”. Quando crede che il suo farmaco non funzioni, chiede dosi più elevate. Arthur fa anche grandi sforzi per frequentare il suo lavoro, nonostante le difficoltà che ciò comporta. Il suo diario recita: “La parte peggiore dell’avere una malattia mentale è che la gente si aspetta che ti comporti come se non lo fossi”. Nel tentativo di sopprimere la sua Ombra attraverso la Persona, si sviluppa in Arthur un desiderio di profonda vendetta e di distruzione, un senso di rancore irrecuperabile. La sua discesa nella violenza antisociale è influenzata dalle forze contestuali che lo circondano.

Se le nostre tendenze oscure si aggiungono instabilità mentale e società incivile, questo determina un circolo vizioso d’odio e distruzione. Questo dimostra che il Joker non aveva alternative, egli era il risultato di una società in declino, in sostanza il suo libero arbitrio è stato usurpato dal suo ambiente, tutte le sue azioni sono attribuibili alla società in cui vive. 

L’Ombra in musica: The Dark Side of the Moon

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In musica, i Pink Floyd hanno riprodotto il concetto dell’Ombra in ‘The Dark Side of the Moon’, concept album del 1973 in cui si descrive come la nostra parte oscura, se prende il sopravvento, possa portarci a condurre una vita insoddisfacente e incompiuta, al margine della follia, in un certo senso. Nella seconda parte dell’album, che comprende capolavori quali Money, Us and Them e Brain Damage, fa fronte a temi quali la morte e la guerra, il desiderio capitalistico e ossessivo di ricchezza, la follia: tutte sfaccettature della stessa malattia, tutte diramazioni del declino sociale e individuale della nostra era, tutti la parte oscura della nostra società che si desidera mascherare.