Joaquìn Guzman: “EL CHAPO”

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Il re della droga, il mago dell’evasione, una specie di un nuovo Pablo Escobar, è così che viene definito Joaquin Guzman, noto come “El Chapo”; il boss del cartello di Sinaloa e considerato il più ricco e potente narcotrafficante del mondo.
Conosciamolo meglio… Nato da una famiglia povera di agricoltori, entrò presto, in giovane età, nel traffico di droga aiutando il padre a coltivare la marijuana e in successione dedicandosi anche alla coltivazione del papavero da oppio.
Con il passare del tempo, negli anni ’70, il promettente narcotrafficante cominciò a lavorare per uno dei signori della droga messicani, Hector Salazar. Guzman decise di lasciare la propria città natale per poi unirsi alla criminalità organizzata. Siamo negli anni ’80 e Hector Palma lo “assume” come trasportatore di droghe e controllore delle spedizioni con partenza dalla Sierra Madre per giungere fino al confine degli Stati Uniti. Viene presentato ad un altro noto narcotrafficante del Messico, Felix Gallardo: inizialmente lavorerà come autista per poi occuparsi della logistica come responsabile, coordinando le spedizioni delle sostanze stupefacenti dalla Colombia fino all’arrivo in Messico.

Nel 1989 Gallardo venne arrestato e approfittando della situazione (cioè dell’avvenuto arresto e dei “litigi” con la DEA), “Chapo” espande il proprio potere all’interno dell’organizzazione, dividendo il territorio del cartello di Guadalajara e promuovendo l’utilizzo dei tunnel sotterranei per spostare la merce nei magazzini posti al confine e negli Stati Uniti.
Si inizia a spargere il sangue! Inizia la guerra! L’anno della guerra tra i fratelli Arellano Felix e il cartello di cui Guzman è a capo, si colloca tra il 1989 e il 1993: con l’episodio dell’uccisione “sbagliata” del cardinale Juan Ocampo. Su tutti i notiziari televisivi e sui giornali locali, vengono esposte per la prima volta le immagini del volto promuovendo la cattura con una ricompensa di $ 5.000.000, del temuto Joaquin Guzman.
Dopo l’annuncio e con persone pronte ad accettare la sfida, non resta altro che la fuga! Egli fuggì tra Tonala e Città del Messico, fino a quando decise di stabilirsi in Guatemala, a San Salvador. Il suo tentativo di fuga e l’aver corrotto un ufficiale militare guatemalteco, non bastano per farlo sentire al sicuro: viene arrestato il 9 giugno del 1993. Due giorni dopo, viene estradato in Messico e portato in un carcere federale per la reintegrazione sociale in Almoloya De Juarez. Con El Chapo in carcere si ebbe anche la scena della sua prima evasione, grazie di un personaggio con il nomignolo di “El Chito” (una guardia della prigione). Quest’ultimo aprì la porta elettrica della cella di Guzman che a sua volta si infilò in un carrello per la lavanderia che il manutentore della struttura spinse fino alla porta di ingresso, dove lo attendeva un’automobile diretta fuori città. Con l’evasione dal carcere federale ci fu l’inizio di una nuova guerra tra i cartelli che portò altre uccisioni per il controllo del territorio.
Con l’elezioni del 2006, in qualche maniera riesce ad ottenere protezione ed essere appoggiato dal neo presidente eletto (Filipe Calderos) così permettendo di trafficare senza problemi e soprattutto di aumentare il proprio potere.
Già in corso questa guerriglia tra cartelli, si sospetta che il boss del cartello della Sinoloa collabori con la DEA per favorire l’eliminazione dei suoi nemici. Alla fine si vedrà la formazione di due fazioni o di due nuovi cartelli: il padroneggiante cartello della Sinaloa e il cartello del Golfo. Nel 2014, grazie ad un’operazione militare congiunta tra CIA DEA e marina messicana, Guzman viene arrestato nuovamente e trasferito nel Centro Federale De Readaptcion Social. Questa struttura lo vide protagonista di un’altra evasione come da film: attraverso un’apertura praticata sul pavimento, in un tunnel lungo circa 1,5 km riesce ad evadere raggiungendo il quartiere di Santa Juanita.
Dopo questo schiaffo, il governo messicano decise di chiedere aiuto alla Colombia per l’intercettazione del luogo di rifugio del narcotrafficante; la cattura di Joaquin Guzman avviene presso la città costiera di Los Mochis l’8 gennaio 2016. L’anno successivo verrà estradato per rispondere dei reati, come cospirazione, criminalità organizzata, omicidio e altri ancora, davanti ai tribunali federali americani