Il papato alla fine del medioevo. La cattività avignonese

Papa Clemente V. Fonte Wikipedia
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Papa Clemente V. Fonte Wikipedia

Filippo IV di Francia, dopo esser uscito vincitore dello scontro con Bonifacio VIII, riuscì a far eleggere, dopo il breve pontificato di Benedetto IX, il vescovo di Bordeaux, Clemente V. Egli decise di spostare la sede pontificia ad Avignone, in Provenza. Dando inizio alla “cattività avignonese”.

Il papa ad Avignone

La permanenza in Francia permise di saldare i rapporti tra corona francese e tiara papale. I sette papi avignonesi furono tutti francesi, come francesi furono la maggior parte dei cardinali da essi consacrati.

Il rafforzamento dello Stato

La lontananza dalle dispute dell’aristocrazia romana permise al papato di strutturarsi come una monarchia più salda e accentrata. Le nomine, sia quelle dei vescovi, abati e badesse sia quelle dei francescani, venivano tutte controllate.

Ogni beneficio concesso costituì un introito nelle casse della curia. Lo Stato pontificio si burocratizzò sempre di più. La cancelleria fu riorganizzata, ampliata e i papi accentravano le materie giurisdizionali e disciplinari. I legati papali guidarono, inoltre, delle spedizioni militari.

Le tasse

Le spese per il mantenimento dello Stato accrebbero. Per questo la camera apostolica prese sempre più spazio, creando una fitta rete di tasse, sussidi e rapporti con la cristianità, soprattutto con i banchieri italiani. Le entrate resero lo Stato Pontificio il quarto stato più potente d’Europa. Lo Stato della Chiesa, però, vide acuirsi la corruzione al proprio interno. Di fatti, si sviluppò la vendita delle indulgenze.

La perdita della moralità

Se in un primo momento le indulgenze venivano concesse dopo preghiere, pellegrinaggi, giubilei o con la partecipazione alle crociate, da quel momento fu sufficiente comprarle. Il papato, pertanto, perse molto in autorità morale.

Gli artisti provenienti da tutta Europa si trasferirono nei palazzi romani e resero la curia un luogo privilegiato e raffinato. La “cattività avignonese”, come venne vista da Dante Alighieri, restituiva l’impressione di una deriva morale e spirituale. Molti intellettuali coevi, tra cui ricordiamo Petrarca e Salutati, ed alcune figure religiose, come Santa Brigida di Svezia e Santa Caterina da Siena, si espressero per un rientro del pontefice nella Città Eterna.

La fine della cattività avignonese

Papa Gregorio XI ascoltò le preghiere dei fedeli e riportò la sede papale a Roma nel gennaio 1377. Eppure, questo evento fu la causa scatenante dello Scisma d’Occidente che attanagliò l’Europa, già divisa dalla guerra dei Cent’anni.

Fonti

  1. Zorzi, Manuale di storia medievale, UTET Università, Torino, 2016.