Il Golpe Borghese spiegato attraverso un viaggio nella storia italiana

Gentile lettore,
In questo articolo ti accompagnerò a spasso nel tempo tramite l’utilizzo di uno strumento conosciuto: l’immaginazione.
ANNO? Voglio portati al 17 Marzo 1971.
LUOGO? In una Nazione in cui si sono verificati eventi di estremizzazione della politica che portò solo violenze, lotte armate e terrorismo. Ti porterò nell’Italia degli Anni di Piombo.
Bene, siamo arrivati! Aspetta; compriamo Il Giorno e cosa notiamo in prima pagina? “SCOPERTO COMPLOTTO DI ESTREMA DESTRA”. Credo che si tratti del cosiddetto “Golpe Borghese”.
Sediamoci: oggi ti parlerò di questo tentativo di golpe, di una storia di interrogativi e di misteri.
Partiamo da quello che già sappiamo, ovvero il significato del termine: colpo di stato effettuato da gruppi. In questo caso , si tratta di un golpe che avrebbe dovuto rovesciare la democrazia e instaurare in italia un regime militare.
Cosa accadde nella notte tra il 7 e 8 dicembre del 1970? La risposta è che sarebbe potuta cambiare la storia di questa Nazione. Venne manipolato e gestito da Julio Valerio Borghese. Gli obiettivi dell’azione, che si sarebbe svolta principalmente nella capitale , erano il Ministero degli Interni, quello della Difesa definiti e il Viminale (dove al suo interno vennero prelevati gli oggetti dell’oramai azione in atto, cioè dei mitra), come i punti chiave per il successo dell’operazione (nome in codice TORA TORA). Nello stesso momento dovevano essere occupate le sedi della RAI, delle centrali elettriche e telefoniche. Oltre ai nervi dello stato dovevano essere colpiti anche uomini che rappresentavano lo Stato Italiano, come ad esempio: il capo della Polizia o lo stesso Presidente della Repubblica. Era una notte piovosa, e strane manovre, anzi curiose manovre, avvengono dentro Roma: sicuramente erano manovre volte a colpire il cuore dello Stato italiano.
Gruppi di cospiratori iniziarono a prendere posizione. Il proclama che il Principe Nero avrebbe dovuto rivolgere alla nazione era pronto. Figuravano principalmente il mantenimento dell’Italia all’interno dell’Alleanza Atlantica, la nomina di una persona che avrebbe fatto da portavoce con gli stati Uniti per discutere di una eventuale partecipazione italiana nel conflitto in Vietnam ed infine la richiesta di un prestito per fronteggiare la crisi economica. Su quest’ultima si potrebbe prendere come riferimento una parte del discorso di Borghese ad azione conclusa, ovvero che “La forma politica che per un venticinquennio ci ha governato ed ha portato l’Italia sull’orlo dello sfacelo economico e morale ha cessato di esistere[…]”.
Il centro di comando, dove le menti risiedevano i responsabili dell’operazione, era in via S.Angela Merici. Da questa base Borghese manteneva i contatti con i diversi gruppi operativi e con altri gruppi che avrebbero dovuto in appoggio ai congiurati. In questo contesto l’obiettivo principale era il Ministero dell’Interno. Già nel corso della giornata, un comando di Avanguardia Nazionale era penetrato nel Viminale e si adoperò per predisporre all’impiega di circa 200 mitra.
Contemporaneamente un altro gruppo avrebbe dovuto tenere d’occhio il capo della Polizia Vicari per poi eliminarlo non appena avessero ricevuto l’ordine. Un altro commando probabilmente guidato dal futuro Gran Maestro della Loggia P2, avrebbe dovuto catturare il Presidente della Repubblica.
In tarda serata partì un’autocolonna composta da circa 200 uomini da Rieti, con il compito di occupare gli studi Rai di via Teulada.
Verso 01:40 dell’8 dicembre, CONTRORDINE, operazione terminata!
L’operazione era stata annullata dallo stesso Borghese a causa della mancata collaborazione di un gruppo di ufficiali che avrebbero dovuto “aprire il portone” del Ministero della Difesa.
Ti ricordi dei mitra che ti ho parlato? Fu difficile intercettare il camion con le armi che era partito dal palazzo del Viminale e farlo rientrare. I mitra vennero rimessi tutti al loro posto.
L’operazione doveva mantenere il suo segreto ma come leggiamo dal titolo del quotidiano è venuta fuori.
Adesso? Ci saranno delle inchieste, dei processi che condanneranno.
Il continuo te lo farò sapere…

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