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Il Bacio – Francesco Hayez – analisi e descrizione

Il Bacio –  Francesco Hayez:

‘’Il Bacio’’ del pittore italiano Francesco Hayez è una delle opere più conosciute e celebri nell’intero panorama artistico della storia dell’Arte.

E’ divenuta una delle icone più rappresentative degli innamorati, oltre che un vero e proprio manifesto del movimento artistico del Romanticismo italiano, quindi del periodo dell’Ottocento, e lo stesso Hayez grazie al successo di quest’ultimo ha riproposto a distanza di qualche anno tre diverse versioni, ognuna di esse con qualche piccola modifica.

 

 

Storia del quadro:

Il dipinto fu commissionato privatamente a Francesco Hayez da parte di un nobile, il conte Alfonso Maria Visconti di Saliceto, che gli incaricò di rappresentare attraverso la pittura le speranze associate all’alleanza tra la Francia ed il regno di Sardegna.

Il dipinto terminato nel 1859 fu presentato a Brera il 9 Settembre, con il titoloIl bacio. Episodio della giovinezza. Costumi del secolo XIV’. Fu quindi destinato ad ornare la dimora del conte Visconti per ben venticinque anni, fino a che nel 1886, un anno prima della sua morte, decise di donare la tela alla Pinacoteca di Brera a Milano, dove tuttora è esposta nella sala XXXVII.

 

Il Bacio opera Francesco Hayez
Il Bacio, Francesco Hayez, 1859

 

Analisi e descrizione dell’opera:

Il dipinto è stato realizzato nel 1859 con la tecnica olio su tela, le sue dimensioni sono di 112×88 cm. Tutt’oggi è conservato ed è possibile trovarlo nella Pinacoteca di Brera a Milano.

L’opera rappresenta una situazione intima tra due fanciulli innamorati, colti nel momento in cui si scambiano un bacio molto intimo, delicato ed intenso; Hayez li rappresenta apparentemente in una posa spontanea e molto naturale. 

Posando meglio lo sguardo sui vestiti dei due soggetti raffigurati, ci rendiamo conto che l’abito azzurro in seta della fanciulla è in stile ottocentesco, mentre quello del ragazzo sembra essere di una foggia più antica, forse addirittura medievale. Anche l’ambientazione che fa da sfondo ci aiuta a percepire il periodo storico, le pareti spoglie ed usurate e le grande scalinate in pietra ci ricordano una grande interno di un castello, forse un androne; è facile quindi pensare che sia ambientato in un passato medievale e cavalleresco. 

Questa scena che si sta consumando tra i due ragazzi all’interno delle mura sembra essere sospesa nel tempo, bloccato in un clima romantico, sensuale ed appassionato.

L’uomo ha un ruolo attivo nell’amplesso, infatti quest’ultimo tiene saldamente tra le mani il viso della fanciulla che si abbandona tra le braccia dell’amato, limitandosi a stringere le sue spalle con il braccio sinistro.

Apparentemente la scena sembra essere tranquilla e serena, ma al contrario si percepisce una tensione ed un’instabilità fisica. L’uomo infatti, poggiando la gamba sinistra sul primo gradino della scalinata in pietra, lascia scoperta l’elsa di un pugnale, visibile da sotto il mantello.

Ciò rivela il vero significato della scena e del dipinto; non è un semplice momento sentimentale, ma un triste congedo.

Molti sono i significati allegorici nascosti all’interno di questo quadro: un tema ad esempio è collegato ad un messaggio politico dove i particolari ‘chiave’ sono percepibili appena. L’uomo che saluta con un bacio veloce ed appassionato la donna, sembra raffigurare un giovane patriota volontario prima di andare a combattere per la propria Patria. Non a caso infatti il periodo in cui è stato prodotto il quadro, nel 1859, è stato il secondo anno della Guerra d’Indipendenza. 

Anche la figura inquietante in penombra ha suscitato molteplici interpretazioni; c’è chi ritiene che la sconosciuta presenza possa rappresentare un uomo intento a spiare furtivamente la scena, un congiurato che stia attendendo il suo sodale per poi cominciare l’azione, o semplicemente che si tratti di una domestica.

Di conseguenza la dolorosa separazione tra due innamorati sembra essere dovuta a causa del rispetto di un dovere molto sentito, un sentimento di difesa totale verso la propria terra d’origine.

 

Francesco Hayez, "Il Bacio", versione del 1867
Francesco Hayez, “Il Bacio”, versione del 1867
Francesco Hayez, “Il Bacio”, versione del 1861

«la pelle di lei è la pelle dell’Italia intera. Il suo corpo è nazione. La sua bocca è il punto dell’Unione. Non c’è […] separazione, non c’è contrasto tra donna e patria».

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