Il 1492 oltre la “scoperta del Nuovo Mondo”

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Il 1492 oltre

Resa di Granada di Francisco Pradilla, pittore specializzato in dipinti di carattere storico della seconda metà del XIX secolo.

La data del 1492 viene spesso e comunemente associata alla “scoperta” dell’America da parte del navigatore genovese Cristoforo Colombo, finanziato dai reali di Spagna al fine di scoprire una nuova rotta verso l’India senza passare attraverso i territori turchi (era contemporaneamente una “convinzione” dell’esploratore stesso, sicuro della presenza oltre il “Mare Oceano”, ovvero l’Atlantico, di una grande distesa di terra che credeva fosse l’Asia per l’appunto).

L’approdo di Colombo nel Nuovo Mondo viene datato 12 Ottobre 1492, quasi 3 mesi dopo essere salpato dal porto di Palos in Spagna, ma prima di questo evento storico e di rilevanza innegabile lo stesso anno ci ha riservato altri eventi degni di nota, meno conosciuti, ma non meno importanti.

A quei tempi era in atto la cosiddetta Reconquista ovvero un’opera su vasta scala organizzata ed ideata dai principi cristiani spagnoli con l’intento di cacciare i musulmani dalla penisola iberica, che avevano la loro ultima roccaforte nel sud della Spagna, a Granada. Quest’operazione di stampo sia religioso e sia militare stava durando da circa 10 anni quando, il 2 Gennaio del 1492, Granada venne “liberata” dagli arabi, che verranno successivamente cacciati oltre lo stretto di Gibilterra, sul continente africano.

Quasi contemporaneamente, sempre in Spagna, si stavano inasprendo le persecuzioni contro gli Ebrei Sefarditi (erano chiamati in questa maniera perché gli antichi ebrei, cacciati dalla Palestina, ritrovarono nella Spagna una terra mistica menzionata nel Tanakh, comunemente conosciuta come Bibbia ebraica, ovvero Sepharad) poiché questi ultimi venivano considerati come complici dei musulmani nella conquista islamica della penisola.

A causa di questo malcontento i Cattolicissimi Reali di Spagna, Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona offrirono agli ebrei una scelta, ovvero di convertirsi al cristianesimo oppure di venire espulsi dal reame (decreto reale del 31 Marzo 1492).

La stragrande maggioranza di loro, però, decise di non convertirsi e il 31 Luglio 1492 venne espulsa dalla Spagna. Nel loro eterno peregrinare, atavica caratteristica di questo popolo, giunsero infine a Ferrara, dove una buona quantità venne accolta dal signore della città, Ercole I d’Este, verso la fine di Novembre dello stesso anno.

L’espulsione forzata degli ebrei dalla Spagna non fu una cosa isolata e anche altre monarchie europee decisero di usare la forza contro questo popolo: il Portogallo li espellerà nel 1498 mentre Martin Lutero proverà a difenderli in primis per poi condannandoli utilizzando i nuovi ideali protestanti.

L’ultimo e più importante avvenimento pre-scoperta dell’America fu la morte di un grande uomo, umanista, mecenate e grande politico: Lorenzo de’ Medici.

Signore di Firenze dal 1469, seppe coniugare una visione umanista della vita ad un’oculata gestione del potere: avverso al potere papale, riuscì a mettere fine ai decennali attriti tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia sovrintendendo nella Pace di Lodi del 1454 al fine di calmare con la diplomazia e non con le armi le avversità. Inoltre fu capace di sopravvivere alla cosiddetta Congiura dei Pazzi (1478), una cospirazione ordita dal papa stesso assieme ai ducati e ai regni vicini al fine porre fine alla sua egemonia su Firenze, visto che i principali cospiratori furono, appunto, banchieri fiorentini (non ce la fece suo fratello Giuliano, anche lui signore di Firenze per volere di loro padre Piero).

Uomo di grande intelligenza, diventò il vero ago della bilancia della penisola italiana, permettendo, poi, negli anni Ottanta del ‘400, a numerosi artisti, scultori, filosofi e sapienti di riunirsi a Firenze (Botticelli, Michelangelo e Pico della Mirandola sono solo alcuni dei grandi intellettuali che vennero attratti dalla Repubblica di Firenze).

La sua improvvisa morte l’8 Aprile del 1492 destabilizzò tutta l’Italia e questa causò prima la ribellione dei fiorentini verso suo figlio Piero, sostituendolo con il frate Girolamo Savonarola e poi l’invasione dell’Italia da parte del sovrano francese Carlo VIII di Francia, iniziando così le guerre franco-spagnole di fine XV secolo, che dureranno un sessantennio.

Come si può ben vedere il 1492 non fu solo l’anno della “scoperta dell’America” e di conseguenza l’anno dell’inizio dell’età moderna: fu un anno travagliato sotto molti punti di vista, decisivo per le sorti dell’Europa, vitale per la storia umana e innegabilmente importante per la storiografia.