“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale” di Eugenio Montale

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“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale” è una poesia composta da Eugenio Montale. La componente metrica si caratterizza per la presenza di 2 strofe di 7 e 5 versi liberi. Questa poesia, datata 20 novembre 1967 e facente parte della serie Xenia, in particolare della seconda sezione, è stata realizzata per la moglie dell’autore Drusilla Tanzi, soprannominata Mosca, la quale è scomparsa in data 1963. La donna era miope, ma ciò nonostante il poeta era dell’opinione che Mosca vedesse la realtà molto meglio di lui. La vista presenta una concezione differente nelle poesie di Montale dedicate a Clizia rispetto a quelle dedicate alla moglie. Clizia è dotata di uno <<sguardo d’acciaio>>, all’interno del quale è possibile osservare la potenza divina. Invece, Drusilla Tanzi, come è stato detto in precedenza, riesce a vedere la realtà più profonda, non soffermandosi sugli aspetti superficiali. L’autore e la donna si sorreggono l’un l’altro scendendo le scale della vita, ed ecco che da qui si può intuire l’intitolazione della poesia. In “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale” è possibile notare come il tono stilistico è abbassato in relazione alle raccolte antecedenti. In aggiunta, si può vedere la presenza di termini prosastici. Per quanto riguarda la componente sintattica è possibile desumere che essa risulta essere maggiormente semplificata e la componente lessicale è molto vicina al parlato quotidiano. Inoltre, si possono notare due rime ai versi 6 e 7 (crede, vede) e ai versi 10 e 12 (due, tue), che in questo contesto assumono un risalto rilevante. Per concludere, è necessario soffermarsi anche sulla componente retorica che è caratterizzata dalla presenza di un’anafora al verso 8, di una sineddoche al verso 11 (pupille), di un’antitesi al verso 3 (è stato breve il nostro lungo viaggio) e di un’iperbole presente nel titolo della poesia (milione).