Crea sito

GLADIO

Tempo di lettura: 2 minuti

Uomini e donne addestrati in maniera clandestina per prendere le armi ed organizzare la Resistenza contro un’eventuale invasione da parte Sovietica, nome in codice dell’operazione: GLADIO.
Un’organizzazione segretissima, rimasta nell’oscurità per circa 40 anni, venendo alla luce solo nel 1990: una vicenda che suscita dubbi e polemiche in un contesto italiano di stragi, anni di piombo, di rapimenti e di “strategia della tensione”.
Una rete paramilitare clandestina specializzata nella cosiddetta guerra non ortodossa, detta anche “non tradizionale”, ovvero una guerra che non risponde alle regole della guerra classica. Un’operazione così “nascosta” tale che neppure i membri del Parlamento italiano e alcuni Presidenti del Consiglio ne furono informati.

Facciamo un passo indietro… Con il termine della Seconda Guerra Mondiale, il continente europeo e il resto del pianeta fu diviso in due blocchi: quello occidentale o Patto Atlantico o, meglio conosciuto, NATO (USA e alleanza Atlantica) e quello sovietico, noto come Patto di Varsavia (guidato da URSS e componenti gli stati satelliti di Mosca). In questa nuova visione del Mondo si collocano le operazioni STAY – BEHIND (Stare dietro) della NATO: ormai gli unici Paesi con un esercito funzionale erano USA, URSS e Inghilterra, mentre tutti gli altri erano stati spazzati via. Fu ideata la costituzione, con il finanziamento sia economico sia a livello di armamento da parte degli Stati Uniti mentre gli istruttori erano militari provenienti dalla Gran Bretagna, di reti paramilitari clandestine con il compito di creare, formare ed addestrare nuclei di agenti operativi di Resistenza ad un’invasione da parte dell’URSS; tutto questo avveniva grazie anche tramite esercitazioni militari congiunte con le varie reti di STAY – BEHIND situate nei vari Paesi del Patto Atlantico. In Italia prese il nome di GLADIO.

In Italia si iniziò a reclutare: era gente comune che doveva operare nella difesa del proprio Paese, “adempiere con lealtà”. La filosofia dell’agente reclutato era la clandestinità: non doveva rivelare nulla, una semplice regola era “Non farne parola con nessuno”.
Il campo di addestramento dei reclutati è, una base costruita con i soldi della CIA, a Capo Marrargiu (Sardegna). Per prepararsi all’azione di resistenza, il paramilitare si addestrava nel sabotaggio, alla guerra psicologica e alla guerriglia. In caso di invasione, il proprio compito sarebbe stato quello di rimanere dietro le linee dell’occupante per poi organizzare la Resistenza. Infatti, con le indagini condotte dal magistrato Felice Casson si scopre che GLADIO possiede depositi di armi (come mitra STEN e pistole di origine spagnola) ed esplosivi, insomma le tipiche attrezzature del guerrigliero: i NASCO. Quest’ultimi erano depositi dislocati in tutta l’Italia del Nord.

Siamo nel 1990, il Mondo è cambiato! Con la caduta del Muro di Berlino si costituiscono nuovi equilibri internazionali e anche la Guerra Fredda non ha più valore, mentre sui quotidiani italiani cominciano ad essere pubblicate le prime descrizioni che, nell’ottobre del 1990, vengono rivelate alla camera dal Presidente del Consiglio Giulio Andreotti scoprendo l’esistenza di questa rete paramilitare clandestina, GLADIO, dichiarandola “struttura di informazione, risposta e salvaguardia”.

One thought on “GLADIO

Comments are closed.