Dimissioni di Fioramonti, MIUR scorporato

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Lorenzo Fioramonti, ormai ex Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, si è dimesso. Lo ha comunicato tramite una lettera al Presidente del Consiglio Conte il 23 Dicembre lasciando così libera una “poltrona” molto ambita nel mondo politico.

Fioramonti stesso aveva annunciato, nelle settimane precedenti alle dimissioni, che se nella Manovra non ci fossero stati almeno 3 miliardi dedicati all’Istruzione avrebbe rassegnato le sue dimissioni, promessa mantenuta visto che in manovra di miliardi previsti per l’Istruzione ce ne sono soltanto due. 

Fioramonti critica il Governo in un post Facebook:

“La verità è che però sarebbe servito più coraggio da parte del Governo per garantire quella “linea di galleggiamento” finanziaria (3 mld, ndr) di cui ho sempre parlato, soprattutto in un ambito così cruciale come l’università e la ricerca. Si tratta del vero motore del Paese, che costruisce il futuro di tutti noi. Pare che le risorse non si trovino mai quando si tratta della scuola e della ricerca, eppure si recuperano centinaia di milioni di euro in poche ore da destinare ad altre finalità quando c’è la volontà politica”. 

In risposta a Fioramonti la Ministra Dadone scrive:

”Se hai coraggio non scappi. Se condividi davvero una battaglia, non scappi, ma mangi sale quando devi e porti avanti un progetto (ammesso che lo si abbia mai realmente condiviso)”.
Fioramonti
Lorenzo Fioramonti

Le reazioni della politica a Fioramonti

Le forze politiche che sostengono il Governo hanno accolto negativamente le dimissioni, prima di tutti i renziani che lo accusano di non essere mai presente in Parlamento a parlare di scuola, anche nel PD c’è  irritazione su quella che viene vista come “sceneggiata delle dimissioni in pieno Natale”. 

Sul fronte M5S, oltre alla risposta polemica della Dadone, si inasprisce la discussione con i suoi colleghi di partito che lo accusano di essere in ritardo con la restituzione dello stipendio da Parlamentare.

Le opposizioni, da sempre molto ostili al Ministro, hanno avuto due reazioni distinte: Forza Italia ha chiesto semplicemente al Premier Conte di riferire in Parlamento riguardo a questo caso.

Lega e Fratelli d’Italia, al contrario, hanno trovato occasione di attaccare l’intero esecutivo sostenendo che dopo le dimissioni del Ministro dell’Istruzione dovrebbero arrivare anche quelle di tutti gli altri ministri.

La “divisione” del MIUR

Con le dimissioni dell’ex Ministro, v’è stata anche un’altra conseguenza: il 28 Dicembre il Presidente Conte, nella sua conferenza stampa di fine anno, ha annunciato che il MIUR verrà “diviso” in due diversi ministeri: il Ministero dell’Istruzione e quello dell’Università e della Ricerca, il primo verrà affidato all’attuale sottosegretaria grillina Lucia Azzolina mentre il nuovo Ministro dell’Università sarà Gaetano Manfredi, rettore universitario vicino al PD.

Una scorporazione di questo genere non si vedeva da 13 anni, nel governo Prodi II, dove si aveva una situazione uguale a quella di oggi.

Chi sono i nuovi Ministri?

Come detto, i successori di Fioramonti sono due: Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi. Ma chi sono i due neo-ministri?

Lucia Azzolina

Siracusana, classe 1982 è una parlamentare del Movimento 5 Stelle dal marzo 2018 e ha ricoperto l’incarico di docente prima di entrare in politica. E’ inoltre laureata in Filosofia e Giurisprudenza.

Dal settembre 2019 è sottosegretario all’Istruzione ed ha messo a punto il “Decreto Scuola” approvato nelle scorse settimane.

L’Onorevole Lucia Azzolina

Gaetano Manfredi

56enne di Ottaviano, è professore universitario presso l’Università “Federico II” di Napoli, dove si è laureato nel 1988 in ingegneria.

E’ fratello del deputato PD Massimiliano, per questo sempre considerato un uomo vicino a quell’area. Non è nuovo al mondo della politica: nel 2006 ricoprì l’incarico di consigliere dell’allora Ministro Nicolais.