Caligari e ‘La Strada’: il cinema racconta la Germania

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Il cinema è uno specchio dipinto

– Ettore Scola

La teoria di Sigfried Kracauer

Non sarebbe sufficiente considerare l’istituzione cinematografica solo come un ingranaggio, una struttura importante nei meccanismi della società e dell’economia. Il cinema è anche un riflesso di questa società stessa. Grandi esperti di sociologia si sono occupati di questo argomento e poi si sono specializzati nello studio della sociologia del cinema. Kracauer è stato il primo a riconoscere il potenziale nascosto del cinema. Egli ha elaborato la teoria secondo cui il cinema permette di disegnare un’immagine della realtà e della società che si vuole rappresentare.

Così i film non assumono più le sembianze di un prodotto artistico fine a se stesso, ma di una vera e propria fonte di informazioni al fine di ottenere informazioni storiche e sociali. Il cinema non solo cattura le cose e le persone nella loro realtà visibile, ma include anche le realtà soggettive di un personaggio collettivo attraverso le storie che inventa e le situazioni immaginarie che sogna. Ogni film, per quanto può essere irreale, è in qualche modo un documentario, un documento sociale. Come tecnica, istituzione e riflessione di un universo umano, il cinema è un fatto di totale identità culturale. È una sorta di microcosmo attraverso il quale si può vedere l’immagine di una civiltà, la stessa civiltà da cui viene creata.

Caligari e il bisogno di libertà

L’espressionismo tedesco aveva il compito di far apparire sullo schermo il fermento della vita psichica del protagonista. Uno dei più importanti film tedeschi appartenenti a questa corrente è ‘Das Kabinett des Dr Caligari‘.

Tale film mostra l’anima oscillante tra tirannia e caos di fronte a una situazione disperata: ogni fuga dalla tirannia sembra mettere i protagonisti in completo disordine, gettarli nel caos. Come i nazisti, il mondo di Caligari sputa fuori presagi inquietanti, atti di terrore ed esplosioni di panico. Anche se il film è stato girato nel 1920, il personaggio del Dr. Caligari è molto simile a Hitler: Caligari usa il potere ipnotico per inchinare chi ascolta alla sua volontà, una tecnica che prevede la manipolazione della mente che Hitler ha esercitato per la prima volta su larga scala.

La sconfitta del Dottore dimostra un totale senso di sfiducia da parte dei tedeschi nei confronti dell’autorità. Probabilmente ciò deriva dalle pene patite in seguito al primo conflitto mondiale e dalla distruzione di tutte le certezze socio-politiche del passato. La popolazione tedesca percepiva una profonda necessità di libertà e di anarchia.

La Strada e il timore del caos

Tuttavia, se nel film “Dr. Caligari” l’autorità nelle allucinazioni del pazzo viene sconfitta e dimostra che i tedeschi hanno una particolare sfiducia di autorità dopo la prima guerra mondiale, nel film “Die Straße” qualcosa cambia. La storia di Grune descrive la parabola vissuta dal popolo tedesco che va dalla ribellione alla resa. Lungi dall’essere solo fantasia o pura costruzione psicologica, la trama è un episodio della vita quotidiana che viene trattato con una mente quasi realistica. Invece di riconoscere i valori della vita anarchica, il film condanna questa vita definendo la strada come un mondo in cui regna la legge della giungla e in cui la felicità viene perseguita giocosamente o in semplici avventure sessuali. Questa condanna dell’anarchia porta, naturalmente, alla glorificazione della polizia. Mentre continue ondate di veicoli attraversano la strada, un bambino perso nella folla cerca di attraversare.

Con un gesto di comando, il poliziotto ferma le onde e controlla il bambino ed è ancora la polizia che lo manda a casa. Si tratta di un
cambiamento significativo dalla concezione di Caligari. Mentre in Caligari la polizia è stata derisa per stigmatizzare l’autorità ufficiale, qui l’autorità giusta e saggia della polizia si manifesta mentre schiaccia le forze sinistre dell’anarchia.
Il confronto dei due film rivela la crisi dell’anima tedesca tra le due guerre mondiali. Il popolo tedesco si sentì disorientato da tutta la libertà che gli fu concessa dopo la prima guerra mondiale. In un primo momento c’era un senso di sfiducia nei confronti dell’autorità, e in seguito l’autorità si trasformò in una necessità per la paura di essere sopraffatti dal caos.