ASINI CHE VOLANO – RECENSIONE

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In questa quarantena abbiamo avuto molte sorprese, non c’è alcun dubbio. Si scoprono talenti in cucina (anche se in realtà si ha solo una predisposizione ad aggiungere la giusta quantità di lievito sulla pizza), ragazze che tornano con i propri ex e ragazzi che sparano freestyle su Instagram, giusto per dissare il loro “snitch”. Poi, in questo periodo che ci ha costretto a reinventarci nella nostra dimora, sbocciano come fiori dei nuovi talenti, e la creatività fa da padrona alle loro menti che non hanno avuto intenzione di andare in lockdown. Ed è così che, per il nostro piacere uditivo, esordiscono delle mine che sembrano arrivare dallo spazio. Pezzi rari che trovi scavando attentamente nei meandri della musica italiana, ma di cui poi non potrai farne a meno. E se sei un veterano, riuscirai a coglierne la bellezza già dai primi secondi dall’ascolto. E’ il caso degli artisti trap “Asini che Volano”, e del loro pezzo d’esordio “Lollytrap”.

ASINI CHE VOLANO – PRESENTAZIONE

“Nel mio verso dico che siamo somarelli, amici cugini fratelli. Questo è il nostro punto forte: siamo una famiglia, e siamo tutti uguali.”

Gli Asini che Volano sono un gruppo romano doc di genere pop/trap, composto dagli “astronauti” (così si definiscono nella loro page instagram) Piquadro, Davste, Giusqua, Met.You, dal producer Frajr e dal manager (o pilota del gruppo) Federico, con cui ho avuto il piacere di scambiare qualche informazione segreta, o quasi, in merito al loro esordio: “abbiamo sempre avuto la passione per la musica e due di noi già avevano tentato questa strada nel 2014. Questa volta siamo in 6 e ci facciamo forza a vicenda. Il giorno della nascita del gruppo eravamo in tre, ora siamo tutti al completo.” Insomma, possiamo dire che questi “somarelli” non sono poi così emergenti. L’esperienza si è maturata nel corso degli anni, così da un bocciolo il gruppo si è trasformato in un albero colmo di frutti, come cita l’astronauta Davste: “Il gruppo è nato con l’intenzione di far fruttare i nostri talenti musicali e artistici: ciascuno di noi è un artista nel suo genere. Pietro si occupa di grafiche, Fra di beat e produzione, io e Matteo di testi, Giuseppe di ritornelli e Federico di management musicale.”

Ciò che li definisce è senza dubbio l’asino che vola. Come a indicare “una figura umile a cui hanno messo le ali”, questi somarelli si contraddistinguono per aver creato un personaggio come tutti, ma che tuttavia non passa inosservato. Mai sentita l’espressione “quando gli asini voleranno”, enunciata quando crediamo che qualcosa non accadrà mai? E’ proprio da qui che dovremmo partire per capire il progetto che c’è dietro a questo gruppo, la spinta che farà in modo di vederli lassù, anche se non ce lo saremmo mai aspettati.

“Purtroppo dobbiamo costruirci da soli senza riferimenti: il panorama italiano odierno non ci aiuta in questo senso. Ci piace parlare dell’amore, dell’amicizia.”

Questo progetto, definito in questo modo unico nel suo genere, si può intravedere già nel loro singolo d’esordio “LollyTrap”.

ASINI CHE VOLANO – LOLLYTRAP

“Ho incontrato te e tutto si risolve fin,

Pensavo fosse cash invece erano foglie finte.”

Già dall’inizio del pezzo si può intravedere la nota trap che porta il titolo, tuttavia, ci sono diverse influenze che vengono considerate. Iniziamo dal beat. Creato da Fra Quadrini e Frajr, riprendendo le note del famosissimo brano “Lollypop” del 1956, questo beat assume un tono simpatico e del tutto incline alla canzone originale, aggiungendo quel pizzico di drums e beat trap che sono la ricetta adatta a ospitare un pezzo tutt’altro che serio. Un pezzo che è comunque azzeccato al tipo di beat proposto.

Le influenze che danno nell’occhio sono senza dubbio pop, coerenti con la base presa in prestito, ma non manca quella spolveratina di indie, soprattutto nel pezzo immediatamente successivo al flow:

“Strade sferrate

Terre solcate

Spade forgiate tutte per me eh”

…in cui un “Carl Brave” più recente dà spazio a un verso tutto suo, caratterizzando quell’ingrediente che dà ancora più orecchiabilità al pezzo. Insomma, è quel classico verso della canzone che, oltre al ritornello, ci verrà in mente più e più volte e sarà difficile toglierlo dalla testa. Per non parlare del flow, ottimo in tutti i punti di vista ed inserito nel posto giusto.

In ogni caso, il beat apre le porte a toni alti e acuti, come alla fine del ritornello, in cui è presente un gioco di parole:

“Sono bravo solo a dire skuu… sa”

Toni alti che sferrano la strada a un sottogenere del trap, il “trap melodico”, che si rifà a melodie ipnotiche ma non ripetitive. Anche l’autotune utilizzato è da definirsi “azzeccato” al beat, come se fosse adatto ad un altro scopo, quello di ironizzare l’intero pezzo, esattamente come ci confermano i nostri artisti: Sicuramente LollyTrap è pregna di ironia: ci piace ironizzare su noi stessi. Poi ovviamente gli asinelli stanno volando e non sappiamo chi li potrà fermare.”

Lollytrap è un inno al loro inizio, una presentazione che ci invita a stare attenti al loro panorama che ci mostrano sotto agli occhi, che rappresenta i loro due lati della medaglia: somarelli ed astronauti.

“Siamo somarelli ma come la redbull mettiamo le ali

Amici cugini fratelli non sbagli fra tanto è uguale.

Veniamo a cambiare le regole, a stravolgere i piani

Partiamo su una navicella spaziale, conquistiamo terre tipo marziani.”

ASINI CHE VOLANO – CONCLUSIONI

Ciò che ho apprezzato di più del loro progetto, e che ho ribadito più volte, è il fatto che gridino la propria umiltà e non se ne vergognano, esponendo un lato del tutto originale, soprattutto nel campo della trap, abituata a collane d’oro e luoghi comuni d’arroganza. Lollytrap ha una musicalità pressoché simile a un altro pezzo di un artista più famoso, DaniFaiv, “Gameboy Color”, ma non vado oltre l’analisi poiché ho sottolineato già le particolarità di questo pezzo che lo rende unico nel suo genere. Oltre al ritmo orecchiabile, anche le emozioni vengono fuori, ballando e divertendosi insieme.Detto questo, è un inizio ottimo per questi artisti emergenti, se così si possono definire, e consiglio vivamente di approfondire la loro figura. Come ci spiega il pilota Federico:

“Ci conosciamo da una vita e ci piace fare musica: LollyTrap è un po’ il nostro biglietto da visita, ma certamente dovrete aspettare le altre canzoni per conoscerci meglio e capire di che pasta siamo fatti.”

 

La quarantena ci spinge a riscoprirci e ricrearci a modo nostro. Cosa ci aspetteremo, dunque, da questo prodotto del lockdown? “Abbiamo sicuramente  intenzione di fare musica e pubblicare canzoni. Abbiamo scelto di pubblicare singoli a cadenza costante, chissà un giorno forse faremo pure un album. Presto uscirà il nuovo singolo Abbracci (25 maggio) un inno all’amore in tempi di quarantena, in cui riuciamo ad apprezzare la preziosità dei contatti sin questo caso metaforicamente di un abbraccio.”

Date loro una possibilità, visitateli su:

Instagram: https://www.instagram.com/asini_che_volano/?hl=it

Spotify: https://open.spotify.com/track/49sIff t0zqDmeqwM0XJE2G?si=Z7xzTmaURPaEqPvsk dnv_g

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