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Anatomia di un “Angelo” – Introduzione alla criminologia

Tempo di lettura: 3 minuti

“Ma quelle sono delle ali!”

Criminologia, il mito

Secondo un racconto scandinavo, una mattina di Luglio, un uomo affermò di aver rinvenuto sulle coste del Mar del Nord, la carcassa di un “angelo”. Si, avete capito bene, di un “angelo”. L’uomo, infatti, fu incuriosito dal fatto che il cadavere presentasse sulla parte alta della schiena, in prossimità delle spalle, due grandi protuberanze che facevano pensare alla base ossea di due ali, essendo perfettamente omogenee l’una con l’altra. Proprio per questo motivo , si decise che avrebbe effettuato un’autopsia, in presenza di chi avesse voluta assistere ad essa. Si trattava, dunque, della prima autopsia ad un “angelo”.

Incuriosite, le persone del posto, assistettero, in massa, all’operazione compiuta dall’uomo rendendosi ben presto conto che il cadavere di quel “angelo” non presentava nulla di diverso da un comune mortale.

Per evitare di essere deriso fino alla fine dei suoi giorni, qualche giorno dopo, l’uomo decise di effettuare una seconda autopsia, rintracciando, secondo lui, un elemento che nell’uomo era da sempre stato immaginato, ma mai rintracciato: l’anima, dal peso di 21 grammi. Il problema fu che non potette essere mostrata al pubblico, perché una volta individuata, questa a contatto con l’aria, si dissolse come neve al sole.

Le persone, vedendo l’entusiasmo dell’uomo, gli credettero senza nessuna rimostranza.

Il giorno della sepoltura del cadavere, le persone si resero conto che le protuberanze, che avevano fatto incuriosire l’uomo, non erano altro che due fratture scomposte della clavicola, forse dovuta ad una caduta, ma che comunque non erano nulla in più rispetto all’ossatura normale. Non si trattava di un “angelo” ma di una persona comune. Inoltre, alcuni giorni dopo si scoprì, inoltre, che l’uomo faceva uso di oppiacei e sostanze stupefacenti, che nei mesi successivi lo portarono alla morte, e nessun “angelo” potette far nulla.

Tutto questo per introdurre una disciplina, che negli ultimi anni, ha attirato le attenzioni di moltissime persone. Molto è dipeso dalla notevole quantità di programmi televisivi, serie tv, film o documentari attinenti alla materia basti pensare ad esempio il programma Quarto Grado, la serie tv MindHunter, il canale Sky che prende il nome di Fox Crime e via dicendo: stiamo parlando della criminologia.

 

 

Ma che strana disciplina

La criminologia è una materia multidisciplinare e interdisciplinare, è riuscita a svilupparsi grazie al sostegno di varie discipline come ad esempio la psicologia, la sociologia, l’antropologia, la stessa filosofia ed anche per certi aspetti la religione con la disputa tra Bene e Male. I passi in avanti fatti sono stati notevoli ed hanno visto la criminologia migliorarsi quotidianamente con il contributo di ulteriori approcci come ad esempio, la biologia (la genetica precisamente), le neuroscienze oppure la stessa ingegneria (l’informatica ad esempio).

Qualcuno si starà chiedendo, però, qual è la relazione tra il racconto scandinavo con la criminologia. Eccovi accontentati.

Spesso l’errore è quello di considerare gli assassini, gli stupratori, i pedofili, i criminali in generale, come dei mostri, come dei demoni. È la cosa peggiore che si possa fare, andrebbe a giustificare un determinato comportamento. Queste persone sono fatte di carne ed ossa, proprio come quelle persone che affermano di “non essere come loro”. Non sono, per questo motivo, diversi da persone “normali” (nel corso di questa rubrica parleremo della differenza tra normalità e anormalità). Ma sono, dunque, uomini e donne comuni. Proprio come “l’angelo” del racconto.

 

“Siamo fatti così?”

Per molto tempo, il mondo si è diviso tra persone buone e cattive (in maniera molto drastica e rigida), ma come sono fatti anatomicamente questi soggetti rimane la curiosità principale.

Ogni parte del corpo umano è lo specchio di un’emozione, l’amore parte dal cuore e divampa negli occhi, la paura porta tremolio nelle gambe e sgrana gli occhi, l’odio porta un aumento della temperatura corporea e via dicendo… Ma se Angeli e Diavoli presentassero la stessa struttura degli uomini, appunto, cosa li differenzierebbe da essi? Sarebbe banale dire ali e corna.

Ogni materia che ha contribuito alla formazione della criminologia può essere associata ad una parte del corpo. Come? Ve lo spiego subito.

Prendiamo in esempio la religione, che da sempre, ci viene spiegata come una raccolta di fede. Se si parla di raccolta, cosa meglio delle mani per identificare la raccolta. Oppure la psicologia che studia (detto in maniera banale e riduttiva) la mente. L’antropologia che studia la fisionomia del soggetto e cosa meglio del volto per indentificarla. O ancora la sociologia che rappresenta la struttura ossea del nostro soggetto, perché esso “si forma”, “si struttura”, “si fa le ossa” nella società. Proseguendo, la biologia che studia le cellule che vanno a comporre gli organi, o le neuroscienze che studia il sistema nervoso e dunque rappresenta i nervi del nostro soggetto. E infine l’ingegneria che rappresenta i passi in avanti fatti dall’uomo e cosa meglio dei piedi per indicare il movimento.

Questo per dire che non esistono demoni o angeli, esistono degli uomini fatti di una struttura anatomica, di conoscenza e di esperienza.

E la criminologia non è nient’altro che lo studia dell’uomo criminale e non, di certo, di persone buone o cattive o tantomeno di angeli e demoni.

 

One thought on “Anatomia di un “Angelo” – Introduzione alla criminologia

  1. Il mito è molto curioso ed interessante, non lo conoscevo.
    Comunque, per quanto riguarda la materia, è davvero intrigante.

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